Spesso, quando si parla di un alimento, lo si identifica con un valore ORAC; di cosa si parla?

La scala ORAC è stata studiata dal dipartimento dell’agricoltura americano per indicare il potere antiossidante degli alimenti (Oxygen Radicals Absorbance Capacity), e si riferisce alla capacità di assorbimento dei radicali liberi.

L’attività degli antiossidanti sta proprio nel proteggere l’organismo dall’azione negativa dei radicali liberi prodotti dal corpo come sottoprodotti di reazioni cellulari ma anche a causa dello stress fisico, fumo, inquinamento, alcuni farmaci, una dieta troppo ricca di grassi, raggi ultravioletti, etc. che danneggiano le cellule con conseguente sviluppo di patologie degenerative o tumorali ma anche infezioni e invecchiamento.

Un radicale libero è un atomo o una molecola molto reattiva con un elettrone in meno nell’orbitale esterno che lo rende instabile, esso cerca quindi di catturare un elettrone da un’altra molecola così da ritrovare la sua stabilità ma nel contempo crea una nuova molecola instabile che a sua volta si comporterà nello stesso modo, dando vita ad una reazione a catena che, se non viene fermata, danneggia le cellule e accelera l’invecchiamento.

Gli antiossidanti che sono naturalmente presenti nel nostro organismo, lavorano per contrastare gli effetti dei radicali liberi ma quando quest’ultimi sono presenti in quantità eccessiva si inizia ad avvertire il loro effetto negativo e bisogna, quindi, intervenire aiutandoci con un’alimentazione ricca, appunto, di antiossidanti.

Essi agiscono grazie alla loro capacità di inibire l’ossidazione donando o accettando un elettrone libero e quindi stabilizzando la molecola instabile così da fermare la reazione a catena.

È bene, però, ricordare che un giusto equilibrio tra radicali liberi e antiossidanti è fondamentale per la nostra salute e che, anche i temuti radicali liberi, hanno un ruolo importante poiché servono al nostro sistema immunitario per combattere i patogeni che entrano nell’organismo ed inoltre sono importanti nei processi di maturazione delle strutture cellulari, il problema nasce quando sono presenti in eccesso.

È facile intuire che lo stile di vita occidentale insieme all’inquinamento e alla cattiva alimentazione non possono che portare ad un livello di radicali liberi preoccupante, pertanto è bene intervenire sin dalla giovane età con un alimentazione ricca di antiossidanti sotto forma di alimento ma anche tisane e integratori. Gli studiosi consigliano di assumere almeno 5000 unità ORAC al giorno per mantenere una buona salute.

Ricordiamo che l’attività fisica produce ossidazione e pertanto gli sportivi ne devono assumere una quantità maggiore

Un esempio di alimenti con relativi valori ORAC
-Succo di Melograno (100gr) 6000 ORAC
-Succo di uva nera (1 bicchiere) 5216 ORAC
-Succo di Mirtilli (1 tazza) 3500 ORAC
-Mirtilli (1 tazza) 3480 ORAC
-Cavolo verde cotto (1 tazza) 2048 ORAC
-Spinaci cotti (1 tazza) 2042 ORAC
-Barbabietola cotta (1 tazza) 1782 ORAC
-More (1 tazza) 1466 ORAC
-Cavoli di Bruxelles cotti (1 tazza) 1384 ORAC
-Succo di pompelmo (1 bicchiere) 1274 ORAC
-Fragole (1 tazza) 1170 ORAC
-Succo di arancia (1 bicchiere) 1142 ORAC

Fermo restando l’importanza di assumere antiossidanti per le ragioni sopra descritte ed avere un corretto stile alimentare, la scala ORAC è stata ritirata nel 2012 a causa di alcuni limiti della metodica utilizzata per valutare l’azione antiossidante e cioè: il test misura solo l’attività di alcuni radicali, i perossilici, e non di tutti, il valore può cambiare con la metodica usata, si valuta l’azione antiossidante ma non la velocità del processo e quindi l’efficacia antiossidante ed inoltre di alcuni composti si conosce solo l’attività in vitro e non in vivo.

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Paola Beria - Naturopata